E la violenza contro le donne, presidente Meloni?

Dove si parla, a proposito del discorso sulla fiducia della Presidente Meloni, dell'aver taciuto sui femminicidi e del suo sguardo maschile.

Io su questo tema una presa di coscienza forte l’aspettavo. Giusto parlare di morti sul lavoro ma le donne che muoiono di violenza non sono di meno e dovrebbero essere altrettanti evitabili le loro morti. E anche la vita di donne che subiscono violenza continuamente e quella di bambine e bambini che vi assistono. E poi c’è il bullismo, cose orribili come le chat pedofile, naziste, pornografiche scoperte nei giorni scorsi. Mi aspettavo che ’una donna, una mamma, una cristiana’ dicesse qualcosa in merito, sbattesse un pugno anche per la certezza della pena verso femminicidi e stupratori… invece niente. Capisco perché si definisce ‘Il Presidente’, non c’è nulla di femminile nel suo sguardo, nel suo approccio, non ha uomini davanti a sé perché è il suo sguardo ad essere maschile (questo forse voleva dire Serracchiani? 😢).

Ed è uno sguardo condizionato da quelle associazioni della galassia Family day che da anni si oppongono all’educazione sessuale, sentimentale, affettiva, contro violenza e bullismo e che ora sono rappresentate al Governo dalla ministra Roccella (e nel Parlamento addirittura dal Presidente della Camera, Fontana).

L’approccio più serio contro la violenza contro le donne è l’educazione, è lavorare con ragazze e ragazzi nelle scuole, fin dall’infanzia. Non in quella che Meloni definisce la prima agenzia educativa, la famiglia. Perché una famiglia violenta, discriminante, bulla non è una famiglia che può educare all’affettività. Discontinuità avrebbe voluto dire che di questi temi deve farsi carico la scuola, ma è proprio il contrario di quello che ‘gli amici suoi’ del Family Day dicono da anni. Non so se sia da loro ricattabile o se semplicemente ne condivide lo spirito, probabilmente entrambe le cose.

E oltre all’educazione c’è bisogno di sostenere i Cav (centri anti violenza) che fanno un lavoro straordinario ma sempre con mezzi risicati. E sostenere economicamente le donne che non lasciano uomini violenti perché subordinate economicamente. Sostenere le madri i cui bambini e bambine assistono alla violenza ogni giorno. Sostenere i bambini e le bambine vittime di violenza assistita.

Da una donna e madre almeno un impegno, nel suo libro dei sogni che è stato il discorso programmatico, su questi temi, lo avrei atteso.

Ah, ma sicuramente ne parlerà il 25 novembre con un discorsetto di circostanza!

Commenti

Post popolari in questo blog