In vista del 25 novembre, cosa fare e cosa no per contrastare la violenza contro le donne

Dove si parla, avvicinandosi il 25 novembre, di cosa sarebbe utile fare contro la violenza contro le donne, di cosa sarebbe inutile o addirittura controproducente.

Cose utili 

  • Lavorare e permettere di lavorare sull'educazione affettiva (sin dalla prima infanzia), sentimentale e magari anche sessuale per fare prevenzione.
  • Lavorare e permettere di lavorare sul contrasto agli stereotipi di genere e al sessismo.
  • Creare consapevolezza ai primi episodi di violenza.
  • Finanziare ulteriormente l'attività dei Centri Anti Violenza affinché possano intensificare la loro attività.
  • Fare in modo che quando le donne si decidano a denunciare trovino presso le forze dell'ordine persone competenti e, se lo desiderano, di sesso femminile.
  • Aumentare le case rifugio.
  • Sostenere gli allontanamenti e vigilare sulla loro applicazione, divieto temporaneo di residenza, divieto di contatto.
  • Fare in modo che le donne prive di mezzi abbiano un reddito su cui poter contare in attesa di trovare lavoro per poter provvedere a sé e a figli/e. 
  • Avere ben chiaro il quadro statistico, quindi i dati sulle varie forme di violenza contro le donne.
  • Provvedere a bambini e bambine vittime di violenza assistita, sia attraverso supporto psicologico che attraverso sostegno economico per i parenti che se ne fanno carico quando la madre viene uccisa.
  • Non sottovalutare violenza verbale, psicologica ed economica, ricordando che sempre queste sono preludio alla violenza fisica.
  • Usare strumenti di valutazione dei rischi di recidiva (molti già esistenti) 
  • Usare un linguaggio che nomina le donne (e non solo quando sono vittime di violenza) 
  • Fornire certezza della pena.

Cose inutili 

  • Aumenti delle pene se non uniti ad altre misure di prevenzione.
  • Prevedere la castrazione chimica, assolutamente inutile, perché elimina solo la violenza sessuale, solo per brevi periodi e può essere contrastata con altri farmaci.
  • Sbaffo di rossetto mediatico il 25 novembre
  • Incontri da 25 novembre con inutili proclami ma lavoro con i/le giovani tutti i giorni dell'anno.
  • Manifesti con foto di donne dal volto tumefatto che tacciono sulla violenza non fisica e non servono a dare consapevolezza anzi provocano arrendevolezza.
  • La maggior parte dei video, degli spot, dei messaggi mediatici perché fatti male, carichi di retorica, creati senza reale consapevolezza.

Cose controproducenti 

  • Brutta comunicazione contro la violenza perché fuorviante.
  • Linguaggio giornalistico che banalizza, distorce, crea alibi.
  • Affermazioni sulla non libertà delle donne, che le colpevolizzano e giustificano la violenza.
  • Svilire il concetto di femminicidio, ridurne la portata. 
  • Attribuire la violenza ad alcune parti della società o ad alcune culture e religioni 
  • Concentrarsi solo sull’aumentare le pene perché allontana dall'obiettivo principale di eliminare la violenza


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