Dove si parla del fatto che nel mirino non sono i rave party ma altri tipi di contestazioni, come quelle studentesche. E del fatto che per gli uni e le altre già esistevano norme. Ammesso che sia giusto applicarle.
Abbiamo già abbondantemente discusso del fatto che non era necessario un nuovo decreto per sciogliere i rave, che quello di Modena infatti è stato sciolto prima della nuova normativa e che nel mirino del nuovo Governo c'è altro, tra cui le contestazioni studentesche. Ora vorrei illustrare come queste ultime non siano certo esenti da sanzioni e parlare di come la sanzione deve essere commisurata all'infrazione.
Ecco un breve riepilogo delle sanzioni:
Rischi disciplinari previsti dai regolamenti delle singole scuole (con sanzioni che vanno dall’attribuzione di attività in favore della comunità scolastica, cioè i cosiddetti servizi sociali, alla sospensione delle lezioni fino a 15 gg.. Per i casi più gravi, è prevista la sospensione per oltre 15gg. e persino l’esclusione dello studente dallo scrutino finale o dall’esame di Stato.
Rischi legali di una occupazione
- art. 340 c.p. “Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità”;
varie fattispecie penali di reato di danneggiamento;
- art. 610 c.p. “Violenza privata” (che consiste nell’impedire a qualcuno di fare qualcosa, come ad esempio ad una professoressa, al personale della scuola o anche ad uno studente, di entrare a scuola);
- art. 594 c.p. ”Ingiuria”;
- art. 337 c.p. “Resistenza a pubblico ufficiale” (un esempio appropriato è il picchetto… per impedire alle Forze dell’ordine, di entrare a scuola);
- art. 633 c.p. “Invasione di terreni o pubblici edifici”.
Dunque, le sanzioni esistono e vengono anche applicate. Il punto vero però è un altro, cioè se sia giusto applicarle con eccessiva severità. E se non siano da considerare le occupazioni studentesche come dei momenti di crescita, di maturazione, di presa di consapevolezza del crescere, del diventare adulte e adulti. Lo sappiamo come madri e padri che l'opposizione è necessaria per crescere. Come madri e padri poniamo delle regole anche in casa e in genere anche delle sanzioni. Ma come prima cosa cerchiamo il dialogo, il confronto pur essendo preparate/i ad affrontare l'infrazione alla regola. Infrazione che serve, per crescere, per staccare il cordone ombelicale, per maturare. Non siamo felici della prima sigaretta, del cattivo compagno, del rientro oltre l'orario, del "salasso" a scuola ma siamo anche consapevoli che nessuna infrazione vuol dire anche avere difficoltà nel riconoscere la propria soggettività, che arriva un momento in cui il conflitto generazionale diventa inevitabile oltre che utile. E se applichiamo delle sanzioni cerchiamo di farlo in modo commisurato. Certo non chiudiamo un figlio in camera da tre a sei mesi perché è tornato tardi la sera.
Lo stesso discorso vale a livello di scuola e società. Manifestazioni, autogestione, occupazione sono momenti importanti che in genere vengono vissuti come provocazioni intelligenti e anche le eventuali sanzioni devono essere educative. Il carcere? Ma state davvero facendo sul serio? Ma davvero ci sono persone che in questi giorni pensano che se pure fosse che il nuovo decreto si possa applicare alle occupazioni sia giusto? La legge è sempre giusta? Devono rimanere in silenzio anche i/le giovani in Iran perché lo dice la legge?
L'assurdo poi è che ci si lamenta che i giovani d'oggi non avrebbero ideali!
Uno dei primi atti di questo Governo è l'aver rinominato il ministero dell'Istruzione appiccicandogli la parola Merito. Ma senza aver spiegato a chi è riferita. A ministro e sottosegretari, Bergonzoni inclusa? Ad insegnanti? A studenti? E se riferita agli/alle studenti si riferisce al merito di avere abbastanza computer in casa per una Dad decente per ogni figlio/a? O al merito di avere uguali situazioni di partenza familiari? O al merito di non aver difficoltà di apprendimento? E altro... mi immagino che tra gli studenti ci sia malcontento, mi immagino che stiano già prevedendo manifestazioni... e se fai capire loro che potrebbero facilmente finire in carcere è come buttare benzina sul fuoco. E i giovani per fortuna sono fuoco e hanno il diritto di esserlo. E dire che nel suo discorsetto Meloni diceva di avere simpatia per le contestazioni studentesche. Sì, talmente tanta simpatia da minacciare di incarcerarli!
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